Per tutti quelli che speravano in una ripresa del lavoro o che magari hanno creduto alle false parole dei “cari” Tremonti e Berlusconi, ecco la risposta: alla fine delle vacanze estive la crisi economica del capitalismo presenta il suo conto e chi deve pagare, come sempre, è il popolo, le classi lavoratrici, gli operai, i precari, gli studenti, i cosiddetti ‘invisibili’.
In questi giorni molte fabbriche avrebbero dovuto riprendere a lavorare, ma tanti operai si ritrovano di fronte alla cassa integrazione o peggio ancora, alla mobilità e per chi ha già perso il posto di lavoro aumenta l’incubo della disoccupazione.
Tutte le televisioni, i giornali e i media dicono che Confindustria e Governo rassicurano, affermando che la crisi è psicologica, è passeggera. Nello stesso tempo il piu’ grande sindacato d’Italia (piu’ grande per il numero di tesserati, non per altro) annuncia invece che sono a rischio un milione di posti di lavoro…
Adesso l’analisi e la conclusione da fare è semplice: o i primi o i secondi dicono una grande bufala sapendo di mentire…
Noi crediamo che entrambi mentono…La risposta è semplice:
I primi mentono perhé la crisi non è psicologica, ma è realissima e la gente prima di ascoltare il politicante di turno vede quanto ha nel portafoglio e capisce benissimo della gravità di questa crisi ed inoltre sanno benissimo che il nostro è un forte sistema capitalista, il quale delocalizza la produzione ma ugualmente produce pagando pero’ molto meno gli operai, quindi sfruttando ugualmente la forza lavoro.
Ma soprattutto abbiamo il primo sindacato, ripetiamo per numero di iscritti, che oramai sembra aver spento qualsiasi voglia di condurre una lotta seria, riempiendosi solamente di tante belle parole, del tipo ‘pensiamoci, ragioniamo, trattiamo..’’ che tradotto per la classe lavoratrice significa accontentarsi di quello che passa per la cassa, ovvero la bustarella di turno del padrone di turno, tanto per gli stessi operai poi una scusa sempre la si trova…Riassumendo: non è in grado piu’ di portare avanti delle vertenze e delle lotte serie e trasparenti.
Altro fattore: si respira un’aria di passività, di lassismo, di appiattimento: molti lavoratori sono stanchi di lottare, perché delusi, presi in giro, abbandonati dalla politica sinistroide e pseudo-comunista (solo a parole e solo nelle campagne elettorali) da svariati anni per l’ambizione di quelle dannate poltrone parlamentari, che gli hanno fatto votare e approvare cose inaccettabili tipo la legge Biagi, l’ articolo 18, le missioni militari in Afghanistan, Iraq e Palestina, le sovvenzioni alle banche, le privatizzazioni di enti statali come le FS, la Telecom e l’ Enel, ecc.
Infine, governo e opposizione, come ogni governo nazionale cercano di mantenere ‘l’ordine’, la ‘sicurezza’, che ovviamente sono ordine e sicurezza basati sul silenzio forzato dei molti.
Ed è in questi momenti che si vede come questa finta democrazia è diversa dal fascismo,, solo in momenti di consenso e ‘’pace sociale’’. Perché in momenti di tensione, conflitto, rivolta reprime ugualmente.
E reprimono, non perché altrimenti, il singolo paese travolto dal focolaio rivoluzionario esce dal contesto internazionale. Ma perché le rivoluzioni sono contagiose.
Reprimono e controllano, in diversi modi. La spiegazione sarebbe lunga ma possiamo brevemente riassumere i mezzi e gli strumenti che lo Stato utilizza per evitare qualsiasi conflitto:
- Regolando il lavoro e i redditi. Perché come già detto il lavoro rende liberi e nobilita l’uomo. Ma se questo è l’atto di grazia, il favore del principe di turno, questo non rende libero l’uomo di agire per una società migliore e migliorabile. O il lavoro non c’è oppure è un atto di grazia. E allora la libertà dell’uomo che lavora diventa la libertà di un uomo vigilato.
- Manipolando i mezzi di comunicazione di massa. La circolazione di idee e informazione vanno controllate altrimenti la gente che giudica per le notizie che sente, comprende le menzogne raccontate dai vari politicanti di turno. Diceva lo stesso Ford che se il popolo venisse ora a sapere del funzionamento del sistema finanziario, scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina…Allora le notizie fatte passare sono descritte in modo che tutti continuino a crede che si vive in un mondo e paese normale.
- Collaborazione tra Anti-Stato e governi. Esempio lo spaccio di ‘droghe’ per i giovani. I giovani di natura sono contro l’immobilismo e con le varie ‘droghe’ si assopiscono. E’ inutile impegnarsi socialmente e politicamente, non ne vale la pena creare una società differente.
4. Diffondendo la percezione di compattezza e abolendo qualsiasi diversità anche nella politica (vedi i partiti: PD, PDL Veltrusconi…). E non si vergognano neanche a dirlo che oramai non c’è differenza sostanziale tra i due ‘’partiti’’,
Gianfranco Fini, organizzatore della Mattanza di Genova quando era nel quartiere generale delle Forze dell’Ordine, nella Cabina di Regia, a dare copertura politica ai “Macelli Messicani” delle Forze dell’Ordine, il PostFascista, pupillo di Almirante, negli scorsi giorni è stato ricevuto con tutti gli onori a Genova alla Festa Nazionale del PD, salutato da ovazioni da stadio e clamorosi applausi da parte del “Popolo Democratico”.
E’ la dimostrazione che anche il PD è costituito da una classe dirigente formata in buona parte da affaristi, persone senza scrupoli, ciniche e culturalmente insignificanti, prive di valori e di qualsivoglia proposta politica che non sia la loro mera sopravvivenza. In nessuna questione rilevante si distinguono da quelli del CentroDestra.
Una sinistra che è stata svenduta insieme alle sue idee per non fare la minima opposizione a Berlusconi.
5. Ma soprattutto, come diceva Primo Levi, ogni qualvolta che il potere si concentra nelle mani di pochi, si cerca di manipolare l’informazione, bloccare la giustizia, paralizzare la scuola, si diffonde il ricordo di un passato sicuro e felice, dove la sicurezza di pochi in realtà giace sul silenzio forzato dei molti. Ogni qualvolta ci sono queste dinamiche nasce un nuovo ‘fascismo’.
Ogni qualvolta il popolo sente un potere troppo forte al di sopra di lui, si scoraggiano le forze rivoluzionarie e antireazionarie.
Dobbiamo svegliarci, Il lavoro c’è e per tutti!!!!
Basta farsi delle domande molto semplici: quanti di noi ricoprono diversi ruoli sul posto di lavoro o sono obbligati a fare straordinari, o soprattutto sono in cassa integrazione perché appunto probabilmente l’azienda ha delocalizzato la produzione? Quanti di noi hanno un titolo di studi, una laurea ma non un lavoro perché proprio in quel settore i tagli ai fondi hanno portato al dimezzamento del personale, quanti potrebbero essere in pensione ma per necessità materiali devono continuare a lavorare, o la propria pensione è una presa in giro per la dignità di un uomo?
E siamo noi a dover pagare la crisi dei padroni??? Coloro che ci chiedono sacrifici, sforzi, ottimismo, e poi non assumono per risparmiare sulle spese e aumentare i loro profitti, proprio loro che per anni hanno pensato solo ai loro interessi e ora parlano di socializzazione delle perdite, quelli che girano con le auto di lusso e che odiano gli stranieri, ovviamente esclusi quelli che lavorano a nero nelle loro fabbriche.
ORA BASTA!
CHE LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI!!!!