-Il razzismo è uno strumento: viene insegnato e inserito nell’educazione di un popolo che si vuole formare violento ed ignorante. Dopo i fatti di Rosarno, S.Nicola Varco, S.Antimo e Via Padova, nei nostri dizionari sono state consolidate e riabilitate parole come schiavismo, razza, ghetto.
-Noi siamo antirazzisti e non smetteremo mai di promuovere l’antirazzismo, perché il male della società, di questa società, che non fa altro che prometterci casse integrazioni, caro vita e fitti delle case stellari, non viene da chi muore di fame e freddo in una fabbrica abbandonata, o da chi dorme con altri dieci fratelli in una roulotte…
…il male viene dai padroni e dai politicanti, che si intrattengono con ragazzine in ville monumentali, riscaldati dal calore dei nostri soldi…
-L’immigrazione clandestina è un fenomeno cercato e provocato dal sistema, per sfruttare manodopera a basso costo in grande quantità. L’immagine dell’immigrato/ladro, stupratore e ruba lavoro, non è altro che un modo per dividere le masse popolari, e alimentare una deriva razzista e fascista che sta infettando il nostro paese e i nostri quartieri.
Nel deserto ideologico, culturale e politico lasciato da quei partiti che vergognosamente continuano a definirsi di sinistra, ma non lo sono, si inserisce la Lega Nord (secessionista, razzista, xenofoba, con Bossi e tutto il governo Berlusconi) che lavora per fomentare rivalità e odio razziale tra i lavoratori italiani e stranieri sempre per dividere la classe e dominarla meglio. Basti ricordare che con il nuovo decreto sicurezza è stato introdotto il reato di clandestinità, che organizzazioni internazionali come l’ONU hanno criticato aspramente in quanto violazione dei diritti umani.
La giornata di lotta del 1° marzo proclamata in Italia in coincidenza con lo sciopero dichiarato dai migranti in Francia, rappresenta un’occasione importante per rompere questa artificiale e velenosa dicotomia tra lavoratori migranti e non. Durante quella giornata è quanto mai necessario promuovere scioperi e/o fermate nei posti di lavoro, blocchi e mobilitazioni nei territori per rafforzare le rivendicazioni dei migranti e per esprimere la nostra ripulsa contro il clima e la politica razzista portata avanti dal governo e dalle istituzioni.
Ma soprattutto facciamo del primo marzo una base di partenza per avviare ovunque dei comitati unitari composti da migranti ed italiani in cui paritariamente si discuta come promuovere la comune lotta contro il razzismo per una più efficace difesa della condizioni di vita e di lavoro.
Respingere le campagne anti-immigrati del governo e dei mass.media.
Combattere contro il razzismo significa lottare per tutti/e i lavoratori, precari e disoccupati senza distinzioni!!!
Il mio nome è Titta Avellano, sono una napoletana di 45 anni e vorrei parlarvi di un mio amico:
lui è Hamid Barole Abdu, poeta e scrittore eritreo, nato ad Asmara nel 1953. Dopo aver studiato letteratura in Eritrea, emigra in Italia nel 1974 e si stabilisce a Modena dove lavora come operatore psichiatrico ed esperto interculturale. Ha realizzato diversi progetti di ricerca e studi sul fenomeno immigratorio, pubblicando numerosi articoli sull’argomento. Operatore psichiatrico, saggista , poeta, ha collaborato con l’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna per le problematiche relative all’immigrazione, con particolare riferimento al disagio psico-sociale; in qualità di esperto nelle politiche migratorie ed interculturali, ha collaborato in varie Commissioni e Gruppi di lavoro (Ministero di Grazia e Giustizia, Sovrintendenza Scolastica Regionale, Tribunale dei Minori, Osservatorio sulla xenofobia). Collabora con diversi Enti di Formazione Professionale, in qualità di docente, nella formazione degli operatori dei Servizi Socio Sanitari e nella formazione dei mediatori e facilitatori interculturali. Ha realizzato diversi progetti di ricerca e studi sul fenomeno immigratorio e ha pubblicato diversi articoli. Ha scritto e pubblicato libri e raccolte di poesie: “Eritrea una cultura da salvare”, “Akhria – io sradicato poeta per fame”, “Sogni e incubi di un clandestino”, “Seppellite la mia pelle in Africa” e di recente “Il volo di Mohammed”. Ha preso parte, in qualità di docente, all’interno di “Saha – Counselling del ciclo di vita”, Scuola triennale di formazione per una relazione d’aiuto nelle difficoltà del vivere quotidiano, con sede a Reggio Emilia, Padova e Udine. I testi contenuti nei suoi libri sono stati utilizzati per la realizzazione di due spettacoli teatrali. L’ultimo, che ormai dal 2007, insieme al suo amico, giornalista, Daniele Barbieri portano in giro per l’Italia porta il titolo “Le scimmie verdi”: Daniele ed Hamid si scambiano gli abiti (e dunque l’identità) per tentare di capire…
Hamid è questo e tanto altro che potrete sapere di lui visitando il suo sito: http://www.hamidbarole.it
Cosa ne pensate di contattarlo per invitarlo a rappresentare qui a Napoli il suo spettacolo teatrale ed a parlarci delle sue esperienze e dei suoi libri?
Potete contattare lui direttamente oppure me a questo indirizzo mail o al cell. N. 335/6686037.
Grazie e buona vita.
Titta
Cara Titta, grazie per il tuo commento-proposta, sicuramente dopo le altre iniziative che stiamo mettendo in campo, continueremo il nostro percorso antirazzista e ricorderemo il tuo invito a contattare te o Hamid per una presentazione di un suo libro, una rappresentazione teatrale o comunque per socializzare la sua esperienza con quella di altri migranti.
Nuovamente grazie
CompagnoEddy