Iskra Antifascista

ORA PIU’ CHE MAI: ANTIFASCISMO MILITANTE

La sera del 28 giugno, a piazzale Tecchio, nella zona di Fuorigrotta, un gruppo di 9 ragazzi dichiarati come fascisti hanno aggredito premeditatamente 2 ragazzi, attivisti dei centri sociali napoletani. L’aggressione, di cui in nessun canale mediatico (se non sporadicamente attraverso i canali liberi dell’informazione del web) si è fatto parola, segue al pestaggio avvenuto a piazza Bellini nella notte tra il 20 e il 21 giugno, in cui un ragazzo omosessuale ripetutamente insultato da un gruppo di ragazzi, è stato difeso dalla sua amica che a sua volta è stata ripetutamente percossa. Questi ultimi eventi, figli e “degni” successori dei ben più gravi (per le conseguenze, e non per le motivazioni, che sono identiche) omicidi di Verona del 1° Maggio dello scorso anno in cui Nicola Tommasoli ha perso la vita dopo una sigaretta negata a un gruppo di 5 ragazzi, poi identificati come neofascisti, sono solo gli ultimi di una spirale di violenza portata avanti da dichiarati gruppi di estrema destra

PERCHE’ ESSERE ANTIFASCISTI

L’antifascismo non è solo una parola vuota e carica di storia e di ricordi, è un dovere, non solo politico ma morale, che ogni cittadino libero dovrebbe rispettare. Anche se le forme possono essere cambiate, la pericolosità di queste azioni e delle idee che sono alla base di queste permane. I subdoli e nascosti attacchi che vengono continuamente perpetuati nei confronti di attivisti (principalmente) e non, scaturiscono un clima di paura e di repressione a cui forse erroneamente la popolazione nel tempo si è abituata. Non possiamo non essere vigili soprattutto adesso. Parlare di antifascismo ancora nel 2009 può sembrare pura retorica. Ci farebbe piacere ma purtroppo non è cosi. Essere antifascisti nel 2009 è necessità vitale. E’ vitale perché i fascisti tornano sempre, con forme simili, non uguali, ma la sostanza è identica, come se il 25 Aprile non ci fosse mai stato.

Tornano quando hanno piena e libera agibilità politica e, ancora peggio, quando in loro risiede la simpatia con i governi al potere. Essere antifascisti non significa solo memoria, ma significa combattere tutt’oggi qualsiasi forma di fascismo, proprio come la nostra costituzione ci ricorda. (XII Disposizione transitoria e finale). Tutti noi dovremmo ricordare che la caduta di quel regime non fu la semplice uccisione del Duce, ma la presa di coscienza da parte di una massa di partigiani, un’enorme folla mossa non solo dalla morbosità di quel regime ma dalla volontà di un popolo di finirla definitivamente con il fascismo. La risposta, a livello mediatico ed istituzionale che ci è arrivata dopo le ennesime aggressioni delle ultime settimane è stata una sola: il silenzio.

E’ ancora lecito e vitale parlare antifascismo perché il fascismo è una tendenza ricorrente nella politica moderna italiana e in questo paese si manifesta in numerose forme, dall’atto piu’ evidente che è l’aggressione ad alcuni compagni, all’immigrato o all’omosessuale, ad altri tratti molto piu’  inquietanti: l’intolleranza per lo straniero e il dilagante razzismo; il “leaderismo” populistico e l’ossessione del suo consenso ottenuto oggi  tramite campagne mass-mediatiche, lo schierarsi  in bande facendosi giustizia da sé, tramite manganelli e coltelli (spesso cercando di legalizzarla, vedi oggi: le ronde: nucleo di nuovo squadrismo).

Siamo antifascisti per riaffermare, confermandola e amplificandola, la convinzione che la lotta continua contro tutti i fascismi e i regimi sia una necessità.

LE PREOCCUPANTI BASI DEL POTERE NEOFASCISTA

Il silenzio delle istituzioni, dei media, l’assenza d’informazione se non quella libera dei movimenti, il rischio reale che sulla falsa idea di progresso, sicurezza e benessere egoistico e conformistico nasca un nuovo fascismo danno forza a questi avvenimenti, che noi ora e per sempre non finiremo mai di combattere e di contrastare

ISKRANTIFASCISTA

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