Chi Siamo

Iskra deriva dal russo e vuol dire “scintilla”, ed è intesa come passione, rabbia, voglia di reagire e di intervenire.

Un’associazione che nasce nei campi flegrei, in particolare a Bagnoli. Un territorio che ha vissuto, negli ultimi almeno 20 anni, radicali mutazioni e trasformazioni sia politiche, ma sopratutto riguardanti la composizione e il tessuto sociale, conseguenza di una successiva trasformazione delle esigenze e condizioni dei settori proletari della cittadinanza. In questi anni, dopo false promesse e progetti di riqualificazione e costruzione di un’alternativa urbanistica-politica-lavorativa-sociale-ambientale, abbiamo subito sulla nostra pelle un sistema politico clientelistico-affaristico, rappresentante in pieno l’impero bassoliniano, che è da poco crollato con le elezioni regionali.

Il fallimento dei grandi progetti (da Bagnoli Futura in poi…)  hanno dimostrato come dietro le false parole di sviluppo-turismo e riqualificazione si nascono gli interessi dei pochi ai danni dei molti, i quali hanno vissuto e subito l’era della fabbrica. Oggi ripropongono queste ‘balle colossali’ promettendoci la creazione del Forum2013 delle culture, evento promosso dall’Unesco che, dietro le magniloquenti parole di pace-conoscenza-sviluppo sostenibile, cela la sostanza dello stesso evento. Un evento che è totalmente estraneo dalle reali contraddizioni e vitali peculiarità culturali dei territori ospitanti, ma interessato sopratutto ad operazioni di speculazioni economiche che si riverseranno sopratutto contro le masse popolari e lavoratrici.

Si potrebbe parlare di molto e per molto delle questioni flegree e della distruzione messa in atto dalle forze politiche di centro-sinistra e della ‘sinistra radicale che fu’ o dei vari partiti sedicenti comunisti. Ma le numerose nostre analisi e proposte le riserviamo ai singolo e vari documenti e iniziative che promuoviamo. Inoltre con lo scenario politico apertosi con i risultati elettorali che ha visto vincente la cosca del centro-destra, siamo ancor piu’ convinti della necessità della costruzione di una realtà, antistituzionale-autonoma-di lotta, attiva sul territorio che rimetta al centro del dibattito politico la questione della Casa, del Lavoro e della Disoccupazione dilagante, dei Servizi e Diritti sociali ogni giorno calpestati e dimenticati…

L’associazione ha un’impronta territoriale perché crede che Bagnoli rappresenti l’insieme delle contraddizioni di un sistema, un sistema, quello neoliberista capitalista, mai come oggi, non legittimato e soprattutto privo di valori o contenuti che lo possano legittimare. Un sistema che è ridotto alle sole parole di mercato, individuo, denaro, profitto. Ma portare avanti ul lavoro territoriale di quartiere, non significa avere una visione quartieristica del fare politica, anzi significa avere una visione planetaria, internazionale delle problematiche politiche e non. Combattere questo sistema, nella sua illegittimità, negando che questo, come crede di essere, sia l’unico sistema possibile. E l’abbattimento di tale sistema non puo’ essere quello dei riformatori borghesi, o della sinistra borghese, o a maggior ragione dei capitalisti romantici (che credono appunto che il capitalismo sotto sotto sia il miglior sistema attuabile e funzionabile).
Ma l’ obiettivo non è quello di resuscitare i morti.  La resurrezione dei morti serve in quelle rivoluzioni a magnificare le nuove lotte e non a parodiare quelle antiche. Quindi ad esaltare la fantasia dei compiti che uno ci si pone davanti a sé e non a sfuggire alla loro realizzazione. Ritrovare lo spirito della rivoluzione, non rimettere in circolazione il fantasma.

Una rivoluzione di un mondo in cui tutto sfugge da mano. Un mondo completamente disilluso, completamente cinico. Tutto dominato dai calcoli e regolato da freddi calcoli della scienza e dell’economia. Un mondo che conferisce a tutti gli oggetti il rango di ‘disumane potenze’. Quest’ ultime governano ogni ambito della società. Queste disumane potenze che hanno una forza cosi abbagliante da essere definiti dei ‘feticci’. La merce, il denaro, il capitale non sono una proprietà naturale… Merci che parlano un loro linguaggio e che plasmano la vita degli individui. Questo è il caso del denaro, il quale non riuscendo a crearsi da sé, cerca di farsi capitale e di generare, con le sue mille metamorfosi, profitto – interessi.
Una rivoluzione di un mondo e di un sistema, che non si limita ad essere modo di produzione, ma è forma di vita, forma di esistenza. Una realtà spaccata tra ricchezza e miseria, tra esempi di decadenza, barbarie senza precedenti affiancati a magniloquenti esempi di felicità, opportunità e progresso. Un mondo che non ha via di uscita se non quella di essere rivoluzionato dalle radici, cosi che si rompa l’incantesimo che questo sia l’unico sistema possibile insieme all’impossibilità di vivere realmente all’altezza delle proprie lotte, dei propri desideri, dei propri interessi: per essere liberi.

Ma per denunciare tutto questo bisogna partire dai propri quartieri, dalle proprie condizioni quotidiane di vita, cercando di portare avanti un lavoro di contro-informazione, agitazione e propaganda politica.

Ogni periodo ha il suo fascismo. In un concesto in cui i licenziamenti dilagano come le casseintegrazioni, le fabbriche chiudono, la scuola viene distrutta, la giustizia paralizzata, l’informazione monopolizzata, lo Stato con il suo apparato repressivo barbarizza la società con pacchetti sicurezza mirati alla costruzione ad arte di una guerra tra poveri: operai contro disoccupati contro immigrati contro impiegati, dove ogni tentativo di lotta sociale viene represso brutalmente: è una necessità e dovere morale organizzare la nostra rabbia.

Come diceva Pasolini, noi abbiamo un potente mezzo di lotta: la forza della ragione, con la coerenza e la resistenza fisica e morale che essa dà. È con essa che dobbiamo lottare, senza perdere un colpo, senza desistere mai. I nostri avversari sono, criticamente e razionalmente, tanto deboli quanto sono poliziescamente forti: non potranno mentire in eterno. Dovranno pur rispondere, prima o poi, alla ragione con la ragione, alle idee con le idee, al sentimento con il sentimento. E allora taceranno: il loro castello di ricatti, violenze e di menzogne crollerà.

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