La Resistenza: il primo tentativo di rivoluzione operaia in Italia

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La Resistenza viene spesso considerata, dai revisionisti, non come un’insurrezione armata della classe operaia italiana, ma come una resistenza popolare che in qualche modo era riuscita ad unire sotto la bandiera della libertà, della democrazia e della pace, tutti gli schieramenti politici presenti in Italia e di conseguenza anche proletariato, piccola borghesia e reazione. A questo coro si sono spesso uniti anche tantissimi “comunisti italiani” che gettando nella melma il significato della lotta di classe, hanno accettato in pieno questa visione ideologica che lo stesso PCI, revisionando i fatti di resistenza, già dal 48 faceva perpretare nelle sedi di partito.
Documenti ufficiali, e per ufficiali intendiamo registri parrocchiali, verbali dei carabinieri reali e così via, dimostrano invece che le forze armate erano in maggioranza quelle della Brigata Garibaldi; che le brigate garibaldi erano di base operaia e che il loro progetto non era assolutamente quello di puntare ad una democrazia borghese ma al socialismo.

Riportiamo in seguito alcuni dati sulle formazioni partigiane:
- Brigate Garibaldi 527
- Brigate Autonome 255
- Brigate Giustizia e Libertà 198
- Brigate Matteotti 70
- Brigate del Popolo 54

Su 256.000 combattenti in Italia e all’estero, 153.000 erano garibaldini e su 70.930 caduti, 42.558 erano della Brigata Garibaldi.

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