Festa ‘Assalto al cielo digitale’

Incontro Martedi 7 settembre ore 18.30 – piazza Bellini

Tema
Ripresa del dibattito ed organizzazione festa di finanziamento

…Assalto al Cielo riparte! Dopo una prima fase di incontri collettivi che nei mesi scorsi hanno delineato possibilità e problemi per il progetto di una tv comunitaria e no-profit nel digitale terrestre campano, è seguita una fase di riflessione. L’attività di esplorazione e di confronto ci ha messo di fronte con più concretezza alle difficoltà organizzative del progetto e sopratutto alla complessità di un meccanismo che favorisca il protagonismo di molti. D’alta parte oggi abbiamo sicuramente le idee più chiare sugli step e sulle verifiche da affrontare.
Mentre la crisi economica, sociale e politica in cui sembra sprofondare la nostra regione (ancor piu del “sistema Italia”) scompare dai media e conferma l’importanza di autocostruire dal basso strumenti di comunicazione, di espressione culturale e di protagonismo sociale in difesa dei beni comuni.
Per questo proponiamo a tutti di rilanciare il progetto partendo dal passaggio che avevamo programmato: una festa sociale in cui aprire il confronto pubblico con la città su Assalto al Cielo, sul diritto alla comunicazione e sulla sua declinazione sociale. E anche una prima occasione di autofinanziamento. Abbiamo già ottenuto la disponibilità degli artisti napoletani che in questi anni si sono mostrati sensibili alle tematiche dei movimenti, dai 99Posse ai 24Grana, a tenere dei concerti dal 24 al 26 settembre per tre giornate di musica, installazioni, proiezioni e dibattito pubblico. La cooperazione di una serie di attivisti, come si era detto nelle scorse assemblee, ha delineato per grandi parti il programma artistico, ma solo il confronto fra quanti hanno attraversato il percorso di Assalto al Cielo può definire i contenuti e le riflessioni da strutturare intorno a proiezioni e dibattiti e piu in generale co-organizzare il profilo comunicativo e gestionale della festa.

per informazioni
email: info@insutv.it

Le realtà associative e collettive possono confermare la propria presenza con una email

—————–
Appello agli artisti per la festa:

http://www.insutv.it/blog/2010/09/01/appello-agli-artisti-e-agli-operatori-della-comunicazione-per-la-festa-di-assalto-al-cielo/

—————

Per più info sul progetto Assalto al Cielo:

http://www.insutv.it/blog/2010/03/16/assalto-al-cielo-continuaprossimo-appuntamento/

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Tonino è stato trasferito senza avvisi

Abbiamo appreso da un telegramma che negli scorsi giorni, a insaputa nostra e dell’avvocato, Tonino è stato trasferito al carcere di civitavecchia.

per scrivergli:

Antonio Mescia
c/o
Casa di Reclusione di Civitavecchia
Via Aurelia, km 79,600
00053 – Civitavecchia (RM)

Tonino Libero! Liberi tutti!

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L’Antifascismo non si processa. Fuori i compagni dalle galere! Tonino Libero, Liberi Tutti!

Dal 26 luglio Tonino si trova in carcere. La questura di Napoli lo ha arrestato per gli scontri avvenuti al margine del corteo del Primo Maggio. Quel giorno infatti, durante la manifestazione, un gruppo di camerati di CasaPound mise in atto una palese provocazione presentandosi al corteo. Alla provocazione seguì un’immediata risposta dei manifestanti. Durante gli scontri uno dei fascisti venne colpito con un coltello.

Tutto questo avviene in un periodo di grossa tensione a Napoli, dopo l’occupazione dello stabile di salita San Raffaele si erano susseguite diverse aggressioni in città contro studenti, compagni e spazi sociali: un ragazzo dell’istituto superiore Margherita di Savoia fu colpito con mazze e cinghie all’interno del cortile della scuola fino a procurargli la rottura delle costole, un universitario di Lettere fu mandato in ospedale con uno pneumatorace, contro il centro sociale Insurgencia furono lanciate bottiglie incendiarie e altri gravi episodi. In questa cornice si va ad inserire quello che e’ avvenuto al margine del corteo del Primo Maggio.

La storia, comunque, sembra concludersi pochi giorni dopo il Primo Maggio, l’autore del gesto, infatti, si presenta spontaneamente alla polizia e dichiara agli inquirenti di aver agito accecato dalla rabbia e di non avere rapporti né organizzativi e né di conoscenza con i partecipanti al corteo. Dopo tre mesi, il 26 luglio, appunto, Tonino viene incarcerato con l’accusa di “concorso in reato” dato che alcune riprese di telecamere di sicurezza lo riprendono nello stesso luogo dove si svolge la colluttazione. E’ chiaro che la magistratura, con l’aiuto della Digos, non ha sparato nel mucchio. Durante questi tre mesi hanno lavorato in maniera certosina per trovare la loro vittima! Tonino, infatti, e’ sempre stato in prima linea nelle lotte contro la devastazione ambientale, e’ un’Antifascista ed e’ un Anarchico.
Questi tre fattori ne hanno fatto il mostro perfetto da dare in pasto ai Mass Media.
Non a caso i comunicati della questura ricordano ai mass media come Tonino sia coinvolto anche nell’inchiesta sulla lotta contro la discarica di Pianura del 2008. Insomma si fa intendere che è un personaggio “pericoloso e recidivo”.

All’arresto di Tonino non si e’ fatta attendere la reazione di tutti gli antifascisti napoletani e non solo, subito in città è stata messa in piedi una campagna di solidarietà (vedi www.toninolibero.org) iniziata con un presidio sotto il carcere e che proseguirà fino a quando Tonino non verrà liberato.

SCARICA I BANNER di solidarietà da mettere sul tuo sito o sul tuo blog

Per scrivere a Tonino

Antonio Mescia
Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale
via Nuova Poggioreale, 177 – Padiglione Firenze
80143 – Napoli
[nella busta mettete anche qualche francobollo]

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“Depuratore di Sostanze Tossiche” a Torre del Greco

Della questione “Depuratore Industriale”, o meglio dire “Depuratore di Sostanze Tossiche”, si sta parlando molto in quest’ultimo mese a Torre del Greco. Ma, per arrivare alle radici del problema, dobbiamo ritornare a qualche anno fa.
Era il 25 ottobre 2004, quando la società WATER & INDUSTRIAL SERVICES COMPANY S.p.a., o meglio conosciuta da tutti come WISCO, presenta un progetto di “INTERVENTO DI ADEGUAMENTO FUNZIONALE TECNOLOGICO E DELOCALIZZAZIONE FUNZIONALE DELL’IMPIANTO DI DEPURAZIONE ESISENTE – TORRE DEL GRECO – LOC. SANTA MARIA LA BRUNA”. Dal bellissimo titolo, viste le parole come “TECNOLOGICO”, “FUNZIONALE”, si potrebbe immaginare la costruzione di un bellissimo polo di qualità. Un polo che, magari, offrisse anche qualche posto di lavoro ai giovani di questa società allo sbaraglio! Purtroppo nulla di tutto questo!!
Questa società, la WISCO, è una società partecipata da ENEL S.p.a., ( 51%), e Trenitalia, (49%), e gestisce sul piano nazionale una rete di impianti per il trattamento di rifiuti industriali (altamente tossici). Nella nostra città hanno intenzione di ampliare un modesto depuratore presente nelle Grandi Officine Riparazioni di Trenitalia per poter depurare, oltre i rifiuti provenienti dalle operazioni di risulta e lavaggio dei locomotori e delle carrozze dell’area ferroviaria, anche sostanze tossiche provenienti delle zone limitrofe.
Le sostanze che saranno stoccate e trattate presso questo nuovo sito di depurazione del sud Italia sono (consentitemi di omettere i codici CER):
- fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti;
- rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima;
- liquido di concia contenente cromo;
- soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri;
- fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose;
- sospensioni acquose contenenti materiali ceramici;
- rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro;
- oli dispersi;
- soluzioni di sviluppo e attivanti a base acquosa;
- soluzioni di lavaggio e soluzioni di arresto-fissaggio;
- rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell’argento;
- fanghi acquosi da operazione di pulizia caldaie, contenenti sostanze pericolose;
- rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli;
- soluzioni acquose di lavaggio, contenenti sostanze pericolose;
- emulsioni e soluzioni per macchinari, contenenti alogeni;
- scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, clorurati;
- rifiuti prodotti da processi di sgrassatura a vapore;
- emulsioni clorurate;
- oli di sentina della navigazione interna;
- altri oli di sentina della navigazione;
- acque oleose prodotte dalla separazione olio/acqua;
- fanghi ed emulsioni prodotti dai processi di dissalazione;
- rifiuti contenenti oli;
- rifiuti contenenti altre sostanze pericolose;
- rifiuti non specificati altrimenti;
- soluzioni pericolose di scarto, contenenti sostanze pericolose;
- concentrati acquosi, contenenti sostanze pericolose;
- liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani;
- digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani;
- liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale;
- percolato di discarica, contenente sostanze pericolose.
Oltre alle sostanze che arriveranno, nel progetto presentato si evince che:
- la zona citata, cioè la contrada Leopardi, è priva di abitazioni e indica come nuclei abitativi più significativi quelli concentrati lungo via Nazionale (SS 18) a oltre 1Km dal sito;
- la zona è facilmente raggiungibile grazie ai due caselli autostradali e grazie alla bassa presenza di traffico cittadino;
- visto la localizzazione a poche centinaia di metri di un depuratore civile e la realizzazione di un “Inceneritore di rifiuti solidi” (secondo il P.R.G.), la realizzazione del Depuratore per sostanze tossiche è inerente alla destinazione d’uso dell’area.
Tre punti evidenziati dai relatori del progetto ma che non corrispondono assolutamente alla realtà, basta recarsi durante qualsiasi orario nei pressi dell’incrocio di Leopardi per costatare la presenza del traffico cittadino oppure percorrere viale Europa per notare che, anche lungo quest’arteria, la presenza di nuclei abitativi è abbastanza alta e significativa.
Il 22 aprile 2005, la Commissione V.I.A. della regione Campania, Assessorato all’Ambiente, da parere favorevole di “compatibilità ambientale” al progetto.
L’8 giugno la palla burocratica passa al Comune di Torre del Greco, il quale concede alla WISCO l’autorizzazione paesaggistica.
Dopo cinque giorni, il Comune di Torre del Greco invia l’autorizzazione paesaggistica concessa, unita a tutti gli elaborati e documenti inerenti la pratica in questione, alla “Soprintendenza per i Beni Architettonici”. Ottenuti tutti gli incartamenti del caso, il “Ministero per i Beni e le Attività Culturali” (Soprintendenza per i Beni Architettonici) ritiene, in data 7 settembre 2005, che non sussistano gli estremi per procedere all’annullamento dell’autorizzazione paesaggistica concessa dal Comune, però facendo due raccomandazioni: 1) la cubatura non superi il 40% di quella oggetto di dismissione; 2) sia predisposta, ai fini della mitigazione dell’impatto ambientale, una sistemazione a verde delle aree libere ed un uso di materiali tradizionali per le coperture dei volumi.
Il 4 agosto dello stesso anno, presso il Settore Provinciale Ecologia, Tutela dell’0ambiente e Disinquinamento di Napoli, si svolge una “Conferenza dei Servizi” per la valutazione del progetto. Alla Conferenza sono stati invitati i rappresentanti del Comune di Torre del Greco, dell’ASL NA/5, dell’Amministrazione Provinciale di Napoli e rappresentante della Società WISCO. Sentiti i pareri favorevoli di tutti i rappresentanti presenti, anche la Conferenza dei Servizi da parere favorevole al progetto analizzato.
Il Comune di Torre del Greco, con una nota del 9 settembre del 2005, comunica alla Regione Campania il via libera ottenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
L’approvazione definitiva è concessa con una delibera Comunale, fatta dalla Commissione Straordinaria insediata al Comune di Torre del Greco per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata.
Questa è stato il percorso istituzionale e burocratico che il progetto della WISCO ha dovuto percorrere dribblando le varie stanze del potere.
Passando ai danni che questa mega bomba ad orologeria causerebbe, questi sono molti. I cittadini di Torre del Greco, ma anche Torre Annunziata e non solo, saranno costretti a esalazioni nocive, potrebbero andare incontro a problemi respiratori (gli odori si sentiranno fino a 6/8 km di distanza), ma, oltre a malattie respiratorie, i cittadini potrebbero essere esposti anche a malattie più serie.
Dal punto di vista economico, la costruzione di questo depuratore, comprometterebbe definitivamente lo sviluppo turistico del nostro territorio. Seguirà un conseguente abbattimento del valore degli immobili, non solo della zona, visto che Torre del Greco diventerà la pattumiera di sostanze tossiche d’Italia. Questo perché? Perché in altre zone, vedi Venezia (Porto Marghera), Bologna, Vicenza, il progetto di questo depuratore è stato BOCCIATO!!
Nella speranza che finalmente i cittadini di Torre del Greco e delle Città limitrofe prendono atto del reale problema che si va incontro con la realizzazione di questo mega DEPURATORE INDUSTRIALE DI SOSTANZE ALTAMENTE TOSSICHE, invitiamo Tutti ad informarsi ed informare.

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Fiat, il piano: addio contratti nazionali

Fiat, il piano: addio contratti nazionali
E a Pomigliano dal 2013 i nuovi protocolli
L’azienda annuncerà in settimana la Newco
Definita la strategia per annullare il fronte del «no»
[Aumenta la dimensione del testo] [Diminuisci la dimensione del testo] [Commenti]
di Nando Santonastaso

TORINO (25 luglio) Il lavoro del pool di giuristi è ormai finito. Giovedì prossimo, il giorno dopo il tavolo convocato dal governo a Torino per il caso Serbia, la Fiat annuncerà l’uscita da Confindustria e Federmeccanica per potere avere mano libera e attuare il nuovo schema contrattuale per i lavoratori di Pomigliano.

L’avvio della Newco. La decisione, che sarà accompagnata dalla nascita della newco (verrà utilizzato il nome di una società già esistente ma al momento non operativa), ha tempi e tappe già certi secondo quanto si apprende.
L’azienda resterà vincolata – lo impone la legge – all’attuale contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici solo fino alla sua naturale scadenza, prevista per il 31 dicembre 2012. Dall’1 gennaio 2013 saranno applicate le nuove norme, quelle cioè inserite nell’accordo del 21 aprile siglato da Fim, Uilm, Fismic e Ugl e respinto dalla Fiom, con l’aggiunta di ulteriori intese compatibili con l’accordo stesso e già comprese nel contratto collettivo.

L’escamotage, si apprende, è stato ritenuto dall’azienda l’unico possibile per evitare le incognite di possibili ostruzionismi da parte del fronte del «no» al piano Panda e alla sua flessibilità (700 milioni di investimento nell’impianto campano). Non essendo infatti firmataria del contratto nazionale, siglato da Confindustria e da Federmeccanica oltre che dai sindacati (Fiom anche in questo caso esclusa), la Fiat non potrebbe disdettarlo. Può invece, come detto, uscire dalle organizzazioni imprenditoriali di cui ha fatto sempre parte: una decisione che, a quanto si apprende, Confindustria starebbe cercando di ostacolare con un forte quanto sotterraneo pressing sul management del Lingotto.

I timori di Confindustria. Evidente la preoccupazione dell’Associazione di non innescare una reazione a catena da parte di altre imprese, convinte sulla scia della Fiat che la contrattazione aziendale sia più conveniente rispetto a quella nazionale. Il Lingotto, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe già fatto sapere che l’uscita da Confindustria riguarderebbe solo la società auto, una delle due nate dallo scorporo appena annunciato a Detroit. Le altre attività, legate a Fiat Industrial, insomma, resterebbero nell’alveo di Confindustria nella cui giunta, va notato, è entrato da poche settimane il presidente della società torinese, John Elkann.

Deroghe al contratto e fronte del «no». Ma perché questa soluzione permetterebbe alla Fiat di disinnescare la possibile conflittualità del «fronte del no»? La risposta è legata alle deroghe introdotte al contratto nazionale dalla Fiat e accettate dai sindacati firmatari del piano Panda. Tre, in particolare, i punti controversi: il primo riguarda la lotta all’assenteismo di massa per stroncare il quale si prevede che non verranno pagati i primi tre giorni di malattia; il secondo concerne le ore di straordinario libero che vengono portate a 80 all’anno rispetto alle 40 attuali; il terzo, il diritto di sciopero. Su quest’ultimo punto, la clausola di salvaguardia «aggiunta» al testo originario prevede sanzioni solo a carico delle organizzazioni sindacali. Quelle, pure previste, per i singoli dipendenti non riguardano – ha spiegato più volte l’azienda – i casi di sciopero ma solo i comportamenti contrari all’accordo stesso (assenteismo e dintorni).

Lavoratori Fiom non sanzionabili. Dunque, se questa intesa venisse applicata adesso, i lavoratori Fiom non ne sarebbero minimamente interessati non avendo siglato il contratto: non sarebbero cioè passibili di sanzioni per nessuno dei motivi espressamente indicati dal provvedimento e potrebbero rifiutarsi il surplus di lavoro straordinario senza esserne obbligati. Uscendo da Confindustria, la Fiat aggirerebbe l’ostacolo proponendo il nuovo contratto a tutti i lavoratori di Pomigliano, liberi a quel punto di accettarlo o meno.

Rispetto degli attuali livelli salariali. Sul piano normativo, questo nuovo assetto – stando alle valutazioni tecnico-giuridiche – rispetterà ovviamente gli attuali livelli salariali e, assicura la Fiat, getterà le basi per un ulteriore e graduale aumento. Quanto ai tempi, scadenze alla mano ci sarà uno sfalsamento tra l’entrata in vigore del nuovo contratto (1 gennaio 2013) e l’avvio della produzione della nuova Panda, previsto per la fine del 2011. Ma su questo punto saranno le diplomazie aziendale e sindacali a fare luce: di sicuro ai lavoratori di Pomigliano sarà applicato l’attuale contratto nazionale fino all’ultimo giorno utile.

La strategia dei tempi dell’annuncio. Ma perché proprio ora l’annuncio di questa svolta? Per una ragione tattica, evidentemente. Marchionne dopo l’annuncio del dirottamento in serbia della nuova monovolume, ha interesse ad allargare sempre di più le distanze tra chi seguirà la sua linea (sindacati compresi) e chi ha già deciso di contrastarla. Una ulteriore «spallata» insomma che sicuramente alimenterà nuove polemiche: ma di queste l’ad non sembra essere minimamente preoccupato.

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